Editoriale. Nell’ora dell’Europa: non plebi, ma popoli
All’approssimarsi della scadenza elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo, fissata per la fine del mese di maggio 2019, la Rivista apre il suo spazio a due contributi che, su piani scientifico-culturali diversi, mettono criticamente alla prova la portata politica e giuridica della questione-Europa.
In omaggio al riconoscimento tributato in sede nazionale, che avvalora un’attività editoriale giunta ormai al suo quinto anno di vita con l’accreditamento ANVUR di Politica.eu come Rivista scientifica per l’area 12 – Scienze giuridiche, questo numero è occupato, nella sua prima parte, da un contributo di storia del diritto e da uno di filosofia del diritto: il primo, dedicato da Enrico Genta Ternavasio ai Diplomatici britannici nel Regno di Sardegna, prende in esame, nel contesto di una visione dinamica delle relazioni internazionali, l’evoluzione dei complessi rapporti diplomatici tra i Regni di Inghilterra – dal quale emerge in particolare la figura del diplomatico inglese sir James Hudson – e di Sardegna, in un’epoca compresa tra Antico Regime e Restaurazione; il secondo, elaborato da Salvatore Amato con riferimento ai nessi filosofici fra trascendenza e immanenza nella teoria della legalità, a partire dalla costante analogia tra Dio e lo Stato rinvenibile nel pensiero giuridico, mette le opposte tesi di Schmitt e di Kelsen alla prova, radicale, della lettura di Kierkegaard e di Freud in ordine all’ipotesi teoretica di un’obbligazione fondamentale alla base del processo decisionale tipico del diritto.