Regolamento e norme per i collaboratori

A. ORGANI
  1. La Direzione scientifica di Politica è composta da due professori universitari, i quali nominano un Direttore responsabile.

  2. Il Comitato scientifico internazionale ha il compito di vigilare sugli standards di rilevanza scientifica della rivista.

  3. La Segreteria di redazione di Politica è composta da studiosi scelti dalla Direzione scientifica. Tra di essi la Direzione scientifica nomina il coordinatore.

B. CARATTERISTICHE EDITORIALI

  1. Politica pubblica contributi originali aventi a oggetto studi e ricerche, nei campi della storia, della filosofia, dell’antropologia, della sociologia, del diritto, della geopolitica, dell’economia, delle religioni, senza preclusione di alcun orientamento dottrinale o ideale, ma con un’attenzione che si concentra su temi e problemi attinenti alla formazione di un giudizio politico, ossia alla maturazione di una attitudine a ragionare, giudicare, valutare e decidere, in senso anche eminentemente politico.

  2. Politica pubblica articoli originali in lingua italiana, inglese, francese o spagnola. A questo scopo chiede agli autori una dichiarazione preventiva che l’articolo non è stato già pubblicato e, nel caso dell’accettazione, una dichiarazione successiva che l’articolo non sarà pubblicato in una lingua diversa da quella nella quale è stato redatto prima di 18 mesi dalla sua pubblicazione nella rivista senza l’autorizzazione espressa della Direzione scientifica.

  3. Contributi non sottoposti a valutazione potranno essere destinati a un’apposita sezione di Politica, denominata Pagine libere.

C. Modalità di consegna e valutazione dei contributi proposti

I lavori inviati alla rivista devono essere originali, ossia non pubblicati altrove, compresi tra un minimo di 10.000 e un massimo di 100.000 caratteri di lunghezza, spazi inclusi. I contributi proposti vanno inviati per posta elettronica, con specifico riferimento alla sezione ‘Studi e ricerche’, al seguente indirizzo: redazione.rivistapolitica@gmail.com.

Gli articoli sono pubblicati dopo essere stati accettati previa valutazione (o su invito, ma solo in casi eccezionali) secondo la procedura del double blind peer review. Onde assicurare l’anonimato dell’articolo, i nomi degli autori, gli indirizzi completi delle istituzioni di appartenenza, la posizione accademica o professionale e gli indirizzi e-mail e un contatto telefonico non devono comparire nell’articolo, ma in un file a parte, nel quale si avrà cura di ripetere anche il titolo del contributo proposto. Per la stessa ragione, gli autori sono pregati di rendere anonimo il proprio articolo evitando riferimenti diretti alla propria persona o ai propri lavori. Gli autori dovranno includere, nel contributo proposto, un abstract in inglese, di non oltre 800 caratteri, e l’indicazione di cinque key-words. Politica informa gli autori dell’avvenuta ricezione della proposta di contributo via e-mail in un termine massimo di dieci giorni. I lavori saranno sottoposti ad un processo di doppia valutazione esterna, in forma scritta, da parte di pari, secondo il metodo “doppio cieco”, volto ad assicurare un reciproco anonimato (sistema del double-blind peer review). Le valutazioni vengono conservate in un apposito archivio, in modo da salvaguardarne la riservatezza. Ogni anno la rivista pubblica l’elenco dei revisori che hanno collaborato alla valutazione dei contributi, ringraziandoli della collaborazione prestata.

La Direzione scientifica di Politica, sentita il Comitato editoriale, seleziona volta per volta due revisori, all’interno di un elenco di esperti esterni individuati tra i professori e ricercatori universitari delle discipline filosofico-politiche e giuridiche, storico-politiche e giuridiche, sociologico-politiche e giuridiche, e affini, italiani e stranieri, ai quali invierà l’articolo, chiedendo loro di valutarlo entro un mese. L’esito della valutazione esterna verrà notificato agli autori entro un termine massimo di sessanta giorni a partire dall’avviso di ricezione dell’articolo.

Soltanto dopo aver ricevuto i giudizi richiesti Politica prenderà la decisione finale in merito alla pubblicazione.

Se i giudizi dei revisori anonimi sono entrambi favorevoli, l’articolo sarà accettato per la pubblicazione. Se i giudizi dei due revisori sono nettamente discordanti, il lavoro verrà sottoposto ad un terzo revisore anonimo.

Se almeno uno dei giudizi dei revisori è favorevole, ma suggerisce cambiamenti, l’articolo sarà rimesso all’autore con l’invito a prendere in considerazione i commenti e a rinviarlo dopo aver apportato le modifiche, seguendo i suggerimenti formulati. Ricevuto l’articolo con le correzioni, il Comitato editoriale esaminerà se sono stati tenuti in considerazione le osservazioni e i commenti avanzati. In caso positivo, l’articolo sarà accettato per la pubblicazione. Se, invece, constaterà che non sono state tenute in considerazione le osservazioni formulate, procederà al rifiuto dell’articolo.

Se i giudizi dei revisori sono entrambi negativi, il contributo si intende definitivamente non accolto.

D. Criteri redazionali: istruzioni per gli autori

Formattazione del testo: Calibri a 12 pt. Interlinea 1,15. Rientro della prima riga di ciascun periodo di 0,75. Giustificare il testo. Per ciò che concerne le note va utilizzato sempre il carattere Calibri a 10pt ed interlinea 1, senza rientro, testo giustificato. Il testo può essere organizzato in paragrafi, il cui titolo va formattato in grassetto e corsivo:
  1. 1. I fallimenti della razionalità utopica.
Nel testo, in nota e nei riferimenti bibliografici, usare sempre (citazione, enfasi, menzione) le virgolette doppie ad angolo (« ») e solo all’interno di queste le virgolette alte doppie (“ “). Per gli incisi utilizzare i trattini di lunghezza media (–). Il termine ‘Stato’ va sempre con l’iniziale maiuscola. Gli acronimi vanno in alto-basso (es.: Esi; Puf; Onu).

Le citazioni lunghe (ossia quelle che superano le quattro righe), dovranno essere indicate con carattere Calibri a 10 pt, interlinea 1,15. Il rientro di tutto il testo della citazione dovrà essere di 1cm sia a destra sia a sinistra. Es: ciò che gli uomini hanno fatto di meglio; […] ciò che nell’uomo trascende gli uomini o, almeno, ciò che, in alcuni uomini, ha realizzato l’umanità essenziale. [E] se si deve amare qualcosa nell’umanità, al di fuori di persone scelte, è meglio certamente amare l’umanità essenziale, di cui i grandi uomini sono l’espressione e il simbolo.

Citazioni bibliografiche nelle note a piè di pagina, numerate in cifre arabe, i riferimenti bibliografici vanno inseriti secondo il «sistema all’americana»: l’iniziale puntata del nome e il cognome dell’autore, l’anno di pubblicazione del lavoro e – se trattasi di citazione o riferimento puntuale a un concetto o frase dell’opera – le pagine cui ci si riferisce. Es.: S. Marzocchi, 2011, 68-70.

Riferimenti bibliografici alla fine del testo. Alla fine del testo i riferimenti bibliografici vanno elencati in ordine alfabetico secondo il cognome degli autori [in Maiuscoletto] e, per ciascun autore, nell’ordine cronologico di pubblicazione delle opere, seguendo le regole desumibili dai seguenti esempi: BUSSANI Mauro, 2010, Il diritto dell’Occidente. Einaudi, Torino.

ferry  Luc e renaut Alain, 2007, Philosophie politique. Puf, Paris.

HEGEL Georg Wilhelm Friedrich, 1993, Lezioni di filosofia del diritto, Istituto Suor Orsola Benincasa, Napoli (ed. or. Die Philosophie des Rechts. Klett-Cotta, Stuttgart, 1983).

gozzi Gustavo, 1999, «Jürgen Habermas e Robert Alexy: morale, diritto e democrazia discorsiva». In Filosofi del diritto contemporanei, a cura di Gianfrancesco Zanetti, 287-314. Raffaello Cortina Editore, Milano.

viola Francesco, 2013, «Religione civile: uso e abuso di un concetto». In Rivista di filosofia del diritto, n. speciale: 103-120.

Althusser Louis, 2008, «Sul giovane Marx (questioni di teoria)». In Id, Per Marx. Mimesis, Milano.

possenti Vittorio, 2013, «Biopolitica, biodiritto e nichilismo tecnologico». Paper presentato al seminario di Bioetica, Università di Foggia, 11 Aprile.

Becchi Paolo, Cunico Gerardo e Meo Oscar (a cura di), 2005, Kant e l’idea di Europa. Il Melangolo, Genova.

CANULLO Carla, 2012, «Patire l’immanenza» ne L’essence de la manifestation di Michel Henry: possibilità di un ossimoro». In Dialegesthai. Rivista telematica di filosofia (in linea), anno 14, in: http://mondodomani.org/dialegesthai/ (citare eventuale numero della rivista, ed eventuale numerazione delle pagine dell’articolo). NB:
  1. A seconda della lingua di pubblicazione del testo citato, l’espressione “edited by” sarà sostituita da “a cura di”, “sous la direction de”, “herausgegeben von”; analogamente l’espressione “ed./eds.” sarà sostituita dale corrispondenti abbreviazioni nelle altre lingue.
  2. Nel caso di titoli in lingua inglese, si prega di utilizzare sempre le maiuscole per le iniziali di verbi, sostantivi e aggettivi.
  3. Nel caso di opere con due autori, i nomi e cognomi degli autori vanno indicati secondo le regole generali, separati dalla virgola e senza l’uso di “e” o “and”.
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