Call for papers: Il fascismo un secolo dopo. Ma cosa è «fascismo»?

Ricorrerà, il 28 ottobre del prossimo anno, il centenario della Marcia su Roma. Un evento che oggi la storiografia interpreta alla stregua di una grave lesione allo Stato liberale, se non come una sua traumatica rottura, anche se non ancora come l’avvio di un regime, che sarebbe seguito dopo la crisi Matteotti. Dal punto di vista però del fascismo stesso, il 28 ottobre coincide con l’inizio della Rivoluzione, l’anno I da cui far partire il nuovo calendario fascista, l’avvento del fascismo al potere.

Negli anni successivi alla Marcia si Roma, e soprattutto a partire dagli anni Trenta, il fenomeno fascista divenne oggetto di una miriade di interpretazioni, che non cessarono neppure dopo la sua sconfitta nel 1945. A cominciare dal domandarsi cosa fosse il fascismo. Non esiste infatti fenomeno politico dell’età contemporanea che più di altri abbia contrapposto gli studiosi sulla interpretazione della definizione stessa dell’oggetto: in uno spettro che va dalle interpretazioni più radicali per un verso, secondo cui il fascismo non sarebbe mai esistito, a quelle dell’estremo opposto, secondo le quali, almeno negli anni Trenta in Europa, tutto il campo politico, persino nelle democrazie, sarebbe stato contaminato da elementi di fascismo. A complicare il quadro, il fatto che il fenomeno fascismo, già evanescente e sfuggente in sé, ha attratto l’attenzione di studiosi di discipline diverse, dalla storia alla scienza politica, dalla sociologia alla filosofia, dalla psicanalisi alla antropologia. Infine, quello di fascismo è rimasto, anche dopo la caduta del regime, un concetto polarizzante, inteso a delegittimare gli avversari politici, quindi con una ricaduta pratico-politica che ha reso pressoché impossibile, tranne che per brevi periodi, una riflessione improntata alla weberiana Wertfreiheit.

L’obiettivo di questa call è di offrire un panorama delle attuali interpretazioni del fascismo da un lato e, dall’altro, di ripercorrerne alcune del passato, per verificare se abbiano esaurito il loro programma scientifico oppure siano ancora in grado di offrire delle nuove letture del fenomeno fascista.

22 novembre 2021

Il termine di scadenza per la sottomissione degli articoli, da indirizzare a redazione.rivistapolitica@gmail.com, è il 30 settembre 2022.

Lingue: italiano, inglese

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Call for papers: La verità della democrazia. In ricordo di Jean-Luc Nancy (1940-2021)

«Non si tratta (…) solamente di afferrare uno “spirito della democrazia”, ma innanzitutto di pensare che la democrazia è spirito prima ancora di essere forma, istituzione, regime politico e sociale. Ciò che in questa affermazione può apparire inconsistente, “spiritualistico” e “idealistico” contiene invece la necessità più reale, più concreta e più pressante» (J.-L. NANCY, Verità della democrazia, Cronopio, Napoli 2009, p. 31): una necessità metafisica, perché la democrazia «è in primo luogo una metafisica, e solo in secondo luogo una politica» (ivi, p. 68). Se l’uomo eccede infinitamente l’uomo, la verità della democrazia esprime quel “regime di senso” secondo il quale «il “comune”, il demos, può essere sovrano solo a condizione di distinguerlo dall’assunzione sovrana dello Stato e da qualunque conformazione politica» (ivi, p. 41).

Attorno a questa condizione, pensata in via filosoficamente essenziale da Jean-Luc Nancy, si generano i motivi profondi che danno sostanza e spessore a ciò che rende autenticamente democratica una società. Questa Call invita a misurarsi con la densità speculativa di questo pensiero, e con le sue possibili implicazioni pratiche.

23 settembre 2021

 

Il termine di scadenza per la sottomissione degli articoli, da indirizzare a redazione.rivistapolitica@gmail.com, è il 30 aprile 2022.

 

Lingue: italiano, inglese

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