Istruzioni per i referees

I referees sono colleghi che esaminano gli articoli che vengono inviati alla rivista per una possibile pubblicazione. Infatti, sia per l’alto numero di articoli ricevuti sia per le diverse aree di expertise necessarie per poterli esaminare adeguatamente, la redazione della rivista da sola non può materialmente valutare tutti gli articoli che vengono ricevuti. La funzione dei referees quindi è vitale, dato che da loro dipende la qualità della rivista. Naturalmente i referees forniscono un giudizio non vincolante, dato che in ultima istanza è la Direzione scientifica (DS) che decide se pubblicare un articolo o se rifiutarlo (soprattutto quando vi sono divergenze di opinioni tra i referees), e a volte può anche succedere che la DS decida diversamente da quanto suggerito dai referees. Il giudizio dei referees rimane comunque estremamente importante perché quasi sempre sono loro che valutano nel modo più attento possibile l’articolo, e suggeriscono modifiche da fare nel caso che si decida di richiedere all’autore di scriverne una seconda versione. I referees sono professori e ricercatori universitari, scelti dalla DS su proposta del Comitato scientifico (CS), esperti nei campi della storia, della filosofia, dell’antropologia, della sociologia, della geopolitica, del diritto, dell’economia, delle religioni: sanno che la rivista è molto interessata a lavori originali in cui viene prestato il massimo rispetto per i temi e i problemi della politica, spesso con una prospettiva interdisciplinare, e in cui si privilegia un punto di vista critico e indipendente.

I referees esaminano sempre gli articoli in “doppio cieco” (double-blind); per la sezione Pagine libere si applica il procedimento di revisione one-side blind. Ciò significa che il referee non conosce il nome dell’autore dell’articolo che esamina, e che neppure l’autore conosce (né conoscerà mai) il nome dei referees che hanno valutato il suo articolo. Solo la DS conosce i nomi di entrambi, che non rivelerà mai a nessuno. Non è un caso che il sistema dei referees anonimi e in doppio cieco da molti anni sia utilizzato a livello internazionale da tutte le riviste qualificate (chiamate appunto peer-reviewed o “dotate di referees anonimi”), soprattutto da quelle indicizzate.

Il Coordinatore Comitato editoriale  (CCE), con la supervisione della DS, invia ai referees anonimi l’articolo per E-Mail come file allegato (attachment) dopo avere tolto il nome dell’autore e tutti i possibili riferimenti a lui (inclusi i suoi lavori citati in bibliografia). Si controlla anche che il nome dell’autore non sia presente nelle proprietà nascoste del file. Si cerca cioè di fare in modo che il referee non possa riconoscere l’identità dell’autore. Il CCE crea così due files dello stesso articolo: il file senza riferimenti all’autore viene mandato ai referees, e l’altro file rimane al CCE e sarà quello utilizzato per l’eventuale pubblicazione.

Nonostante gli articoli mandati ai referees siano anonimi, può accadere che un referee intuisca l’identità dell’autore, soprattutto se ha la stessa area di expertise (ad esempio conosce la sua linea di ricerca, il suo modo di argomentare, ecc.). Se questo accade, il referee è tenuto a non rivelarlo a nessuno, ma deve comunicarlo alla DS, che non conferma né nega quanto intuito dal referee, e a questo punto è consapevole che questo referee ha un bias (cioè un possibile pregiudizio). Naturalmente, c’è un’altra possibilità che il referee arrivi a conoscere la identità dell’autore, e cioè nel caso che l’articolo venga accettato e alcuni mesi dopo lo ritrovi pubblicato nelle pagine della rivista. Anche in questo caso il referee deve tenere rigorosamente segreto il fatto che è stato lui uno dei referees anonimi. Questa è una precondizione che i referees devono accettare se intendono lavorare per Politica.

Il giudizio dei referees si compone di tre parti, corrispondenti alla struttura della scheda referee:

nelle prime due parti il referee deve scrivere un commento libero, in forma discorsiva, in cui motiva il suo giudizio e/o descrive le eventuali modifiche che suggerisce nel caso ritenga che l’articolo possa essere pubblicato in una nuova versione; nella terza parte deve dare un giudizio conclusivo scegliendo tra quattro possibilità indicate: a) l’articolo non meriti di essere pubblicato; b) l’articolo meriti di essere pubblicato senza modifiche; c)  l’articolo possa essere eventualmente pubblicato, a condizione di una indispensabile revisione; d)  l’articolo sia convincente.

Il referee deve sapere che tutte queste tre parti verranno viste non solo dal CCE ma anche, ovviamente in doppio cieco, dall’autore e da tutti gli altri referees. Questo significa che, nel caso di un giudizio negativo, il referee deve fare attenzione a scrivere il suo commento in modo non offensivo: occorre sempre proteggere l’autostima degli autori, i quali hanno investito molto tempo e molte energie nel loro lavoro.

I referees sono invitati a inviare il loro giudizio al CCE entro 30 giorni dal ricevimento dell’invito al referaggio via posta elettronica. Quando il CCE ha ricevuto le risposte da tutti i referees, le comunica alla DS per valutarle e decidere se e come accettare l’articolo (cioè se accettarlo, accettarlo con modifiche, rinviarlo all’autore per una seconda versione che verrà riesaminata dai referees, o respingerlo). Vengono poi inviati non solo all’autore, ma anche a tutti i referees, in forma anonima i giudizi di tutti, cosicché ciascun referee può confrontare il proprio giudizio con quello degli altri.

Tutti gli articoli che giungono in redazione, salvo eccezioni, vengono mandati ai referees. Anche gli articoli già preliminarmente accettati perché valutati positivamente dalla Direzione spesso vengono mandati ai referees perché possono comunque essere migliorati.

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