L’inesplicabile e la crisi del pensiero scientifico: una sfida alla filosofia e alla sociologia del diritto e della politica. Edgar Morin (1921-2026)
«Lo stupore ininterrotto conduce all’interrogazione ininterrotta. Cerco e trovo tante e tante spiegazioni nelle scienze, ma queste spiegazioni contengono dell’inesplicabile e suscitano nuove interrogazioni (…) …il mondo, la realtà, la vita che io conosco nascondono dell’ignoto. Vivo sempre più con la coscienza e il sentimento della presenza dell’ignoto nel conosciuto, dell’enigma nel banale, del mistero in tutte le cose e, in modo particolare, dell’aumento del mistero in ogni aumento della conoscenza (…). L’ignoto è nel cuore del conosciuto. In certi casi, l’ignoto è enigma (…). Non solo il mistero sfugge alla conoscenza, ma è nel cuore della conoscenza. L’ignoto è enigma; l’inconoscibile è mistero (…). La crisi dei fondamenti della conoscenza scientifica e la crisi del pensiero portano proprio al mistero. Il mistero ricopre tutti i problemi profondi, fondamentali, essenziali che si pone la mente umana» (E. MORIN, Conoscenza Ignoranza Mistero, RaffaelloCortina, Milano 2018).
Queste riflessioni di Edgar Morin, che ha consacrato buona parte della sua vita di studioso all’epistemologia, sfidano la pretesa esplicativa di una certa tendenza del sapere e del pensiero scientifico, che nell’imporsi di alcuni straordinari avanzamenti tecnologici, tra i quali spicca l’intelligenza artificiale, mostrano di poter raggiungere il culmine di potenzialità conoscitivamente esaustive. Questa sfida investe altresì il pensiero filosofico e il pensiero sociologico, anche negli orizzonti giuridico e politico dei loro interessi tematici e speculativi.
30 giugno 2026
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Lingue: italiano